Instagram: la customer brand experience di Nike PhotoiD

9 mag

Da poco Nike ha lanciato una campagna di comunicazione integrata per AirMax che, come sempre più spesso accade, coinvolge gli utenti online in una vera e propria user experience a 360gradi.

Il più famoso brand di sportswear questa volta coinvolge Instagram facendo leva sul grande potere comunicativo ed emozionale delle immagini: accedendo in fatti a Photoid.nike.com  (attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Germania, Cina, Italia e Giappone)  si ha accesso ad  un tool  che sincronizza  il proprio account Instagram e permette al consumatore di utilizzare le immagini per progettare e personalizzare le scarpe da ginnastica.

Nike PhotoiD

Nike PhotoiD

Una volta selezionata una foto dal proprio account Instagram, è possibile scegliere una delle tre diverse scarpe – Nike Air Max 90 iD, Nike Air Max 95 iD o Nike Air Max 1 iD – a cui applicare l’ immagine. Lo strumento utilizzerà quindi la foto scelta per creare una combinazione di colori adatti per personalizzare la propria scarpa.

Nike PHOTOiD: Come Funziona

Nike PHOTOiD: Come Funziona

La tua Nike

La tua Nike

Ancora una volta Nike si conferma all’avanguardia nelle strategie di comunicazione integrata, massimizzando il concetto di brand e dell’impatto delle immagini utilizzando il social network di photo sharing per eccellenza: non più quindi il mero concorso fotografico o una campagna basata sugli influencer  (pensiamo al teaser di CocaCola lanciato proprio in questi giorni) ma una vera e propria strategia dove la user experience è al centro di tutto.

La vera chiave (e per noi vincente) della campagna è appunto quella di utilizzare i social media come uno strumento di partecipazione attiva dove non solo i consumatori possono personalizzare il proprio paio di scarpe, ma permette anche di condividere la propria creazione e acquistarla direttamente da smartphone, tablet o comodamente da pc.

Coinvolgere gli utenti dunque, e non solo fare pubblicità. E’ questo il futuro della comunicazione.

Lo shopping online conquista il mondo della moda

19 apr

Cresce ancora il numero degli utenti in Italia che utilizzano il web per fare acquisti.

Secondo l’ultima analisi condotta da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, gli eShopper registrati negli ultimi tre mesi sono il 47,7% degli utenti online, ovvero 13,8 milioni di italiani (nel 2012 erano circa 9 milioni di utenti) che dichiarano una frequenza media di acquisto pari a 3,5 transazioni per trimestre, circa più di una al mese.

Shopping Online

Shopping Online

Netcomm ha presentato pochi giorni fa un focus sul Digital Fashion ovvero una ricerca sul commercio online di prodotti di abbigliamento e più in generale legati alla moda: ne emerge che i consumatori che hanno comprato un prodotto fashion almeno una volta nella vita sono cresciuti di 200mila unità negli ultimi sei mesi, arrivando a toccare quota 8 milioni.

Il 40,6% rivela di aver acquistato online almeno una volta un campo di abbigliamento (il più acquistato è risultato essere la maglietta/maglia con il 25,1 % di preferenze, seguito dai pantaloni 13,2%, un vestito 10,1%, abiti generico 8,1%, felpa 6,4%, e maglioni 6,2%), il 36% ha scelto di comprare scarpe (per lo più da ginnastica con il 36,4% seguito da stivali con il 9%, sandali il 7,5%, sneaker il 6,4%), il 30,4,% accessori di moda come guanti, calze, cappelli e sciarpe, mentre il 15% ha comprato una borsa che sono i prodotti per i quali in media si spende di più (spesa media 85 euro).

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Ricerca NetComm – Digital Fashion

I criteri di scelta che influiscono sul consumatore mentre si effettuano acquisti online sono, al primo posto con il 35,9%, la convenienza, intesa come buon rapporto qualità/prezzo, ma pesano molto fattori quali la credibilità/fiducia del sito venditore per il 27,1%, l’occasione di acquisto percepita come irrinunciabile per il 20%, la marca del prodotto che si sta acquistando 13,1%, infine altro importante fatture decisionale è la difficoltà di reperire e acquistare quel prodotto in altro modo (indicato da circa 10,4% del campione).

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Ricerca NetComm – Digital Fashion Marzo 2013

I consumatori italiani mostrano nell’acquisto di prodotti “moda” una grande e crescente attenzione, al punto che stiamo parlando di 8 milioni di eFashionShopper  – commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.  Una crescita tale si spiega, in primis col trend inarrestabile di acquisti in mobilità tramite smarthphone e tablet (+165% la loro incidenza), ma soprattutto dal mix virtuoso di variabili che determinano la decisione d’acquisto. Merita osservare come si affermi fra i fattori decisionali di acquisto ci sia  la difficoltà nel reperire il prodotto in un altro modo che è spia di una non cannibalizzazione né della marca né di altri canali di vendita. Infine, fra i prodotti più acquistati online primeggiano i capi di abbigliamento (maglie, pantaloni, vestiti e abiti): un ulteriore segnale questo di interessante evoluzione del canale e di come gli operatori siano sempre più in grado di rendere emozionali le proprie vetrine virtuali.

Linkedin per il marketing B2B: alcuni consigli

16 apr

LinkedIn, il social network per i professionisti, sta diventando sempre più uno strumento efficace per una strategia di social media marketing per le aziende che operano principalmente in ambito B2B.

Linkedin

Linkedin

Una recente ricerca di HubSpot su 5000 aziende riporta che LinkedIn risulta il 277% più efficace di Facebook e Twitter, con il 2.74% di visit-to-lead conversion rate, contro lo 0.77% di Facebook e lo 0.67% di Twitter. 

Ecco alcuni consigli utili  per sfruttare i vantaggi del social network per professionisti:

- La pagina aziendale su Linkedin:

OnOff Communication - Linkedin Profile

OnOff Communication – Linkedin Profile

Da poco Linkedin ha messo a disposizione le pagina aziendale ovvero una sorta di Fanpage dove  l’azienda può presentare la sua realtà, i  prodotti e servizi offerti, le oppurtunità di carriera e le segnalazioni degli altri utenti. Con gli ultimi aggiornamenti di LinkedIn è stata introdotta la possibilità di inserire un’immagine di copertina, che serve ad attirare l’attenzione e a “parlare” dell’azienda e personalizzare la pagina dedicata ai prodotti e servizi con immagini e descrizioni ad hoc. Inoltre, funzione molto interessante, la possibilità di rivedere le statistiche della vostra pagina aziendale: avrete così informazioni e dati riguardo i vostri followers i l’engagment ottenuto nella vostra pagina.

- Condividete  aggiornamenti sul brand/azienda con i vostri followers

Utilizzare gli aggiornamenti di status è molto utile sopratutto per far si che i vostri followers rimanagano aggiornati sulle novità aziendali. Possono essere utilizzati per proporre nuovi servizi, offerte o anche nuovi post del blog aziendale. Importante anche per conidividere notizie sugli eventi aziendali: partecipazione a fiere di settore, organizzazione di eventi di formazione, webinars, convention, press day etc.

- Siate influenti: utilizzate i gruppi

Statistiche Gruppi Linkedin

Statistiche Gruppi Linkedin

Spesso ignorati dalle aziende perché richiedono molto tempo per la loro gestione e il loro monitoraggio, i gruppi, sono uno strumento strategico di branding. A differenza delle pagine i gruppi hanno una portata molto ampia, raggiungendo talvolta migliaia di iscritti che con cadenza settimanale ricevono una mail diretta con un riepilogo dei post più discussi nel gruppo. Questo è l’aspetto vero e proprio social di LinkedIn e pertanto valgono le  regole di ogni social network: non essere invadenti con troppi link (risulterete spammosi e poco interessanti), condividere post e discussioni costruttive, pubblicare informazioni interessanti per il settore, evitare di essere sempre autoreferenziali e partecipare alle discussioni con domande e risposte. Va bene iscriversi a gruppi del proprio settore, ma è strategico anche collegarsi a gruppi complementari, che possono allargare il raggio di azione del business aziendale: quando poi avremo una certa domestichezza con lo strumento potremmo addirittura valutare l’idea di creare un nostro gruppo dedicato al settore in cui operiamo (un pò come le Community su Google+). 

- Condividete File e presentazioni

LinkedIn,  attraverso l’integrazione di altri social media come Slideshare, permette di distribuire i cosiddetti “white paper” aziendali che, se di alto interesse, possono diffondersi e diventare virali. Un’occasione sicuramente da sfruttare soprattutto in chiave SEO e per aumentare l’authorship della vostra azienda. Inoltre si possono allegare file in .pdf come nuove brochure, cataloghi, company profile o comunicati stampa.

- La pubblicità attraverso Linkedin Ads

Esempi di Annunci su Linkedin

Esempi di Annunci su Linkedin

Anche su LinkedIn è possibile fare pubblicità utilizzando gli annunci sponsorizzati: l’obiettivo è quello di catturare l’utente mentre naviga nel social network. Come per Facebook, anche per le campagne su LinkedIn è possibile profilare il nostro target per i caratteri socio demografici come sesso, età e area geografica, ma anche per tipologia e funzione lavorativa, per settore di industria e dimensione dell’azienda. Per questo tipo di campagne vi segnaliamo un interessante articolo di Alberto Narenti nel suo blog Marketing e Dintorni (link) che spiega alcuni vantaggi dei Linkedin Ads.

Nel caso voleste approfondire le opportunità di social media marketing per la vostra azienda potete compilare il form che trovate qui sotto oppure scrivere a info@onoffcommunication.it  ;)

Tecniche SEO: una checklist da seguire

4 apr

Una domanda che sentiamo spesso rivolgere è: “Come mai il mio sito non compare su Google” oppure, ancora più spiazzante è sentirsi dire “Il mio sito cercandone il dominio è in prima posizione su Google”.

OnOff Communication - Risultato Google

OnOff Communication – Risultato Google

Dopo aver contato fino a 10 cerchiamo sempre di fare capire a chi ci sta di fronte che un sito web è come un negozio: dobbiamo aprire la porta e alzare la serranda della nostra vetrina per farsi che chi sta passeggiando si fermi a sbirciare i nostri prodotti.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca (tecnicamente chiamata operazione SEO da Search Engine Optimization) è quindi una fase obbligata e strategica in modo tale che il nostro sito venga visitato da nuovi potenziali clienti.

Ma la domanda più comune è sempre: “Da dove devo cominciare?”

La risposta a questa domanda è molto semplice, ovvero si inizia a fare SEO nel momento in cui si crea un sito web. Ogni parte testuale aggiunta, ogni nuova pagina o foto inserita, un collegamento fatto (in particolare verso i profili social che abbiamo creato) necessitano di essere ottimizzati per ottenere un buon ranking sul motore di ricerca.

The SEO Pyramid

The SEO Pyramid

Ben Norman sul suo blog ci presenta una check list completa che, se seguita passo passo, vi aiuterà ad ottenere subito un impatto immediato in termini di autorità e visibilità del vostro sito web. Partendo da ciò che è meglio evitare (ovvero le tecniche di Black Hat che non sono assolutamente ben viste da Google), passando per i vari aggiornamenti di Big G. ( prima Penguin, poi Panda) fino ad arrivare alla vera e propria lista di azioni di tecniche che vanno dall’ottimizzazione On-Site a Out-Site, questa guida (unita ad un bel pò di pazienza, lo ammettiamo) vi aiuteranno a districarvi nel complesso universo SEO.

E se dovreste ancora avere problemi di visibilità del vostro sito… non vi resta che contattare OnOff Communication! ;) :D

SEO CheckList: A complete Guide

SEO CheckList: A complete Guide

Source: Ben Norman

Social Network e Customer Care: come affrontare le lamentele 2.0

28 mar

I social media oltre ad essere una grande vetrina per brand e aziende, si sono rivelati sempre più strategici per il supporto ai clienti: dei veri e propri canali di customer care per gestire le richieste di assistenza, problemi e lamentele che molto spesso gli utenti esprimono proprio attravero i social network. Il loro essere diretti, aperti al dialogo e proattivi permettono infatti agli utenti di comunicare in modo tempestivo e diretto con l’azienda.

Ma non sempre la gestione dei canali social viene interpretata in maniera corretta dai brand che spesso trovano difficoltà  soprattutto se si tratta di feedback negativi: una cosa molto importante che ogni azienda dovrebbe fare è quella di preparare il team che seguirà i canali social a gestire con trasparenza e tempestività la comunicazione con il cliente, rassicurandoli che il loro problema sarà risolto, mantenendo la calma e un tono gentile e professionale nelle risposte e ricordando sempre che i social media sono un mezzo interamente pubblico e pertanto le risposte sono leggibili e criticabili da chiunque.

L’infografica qui sotto (source: Exact Target) dà uno sguardo più da vicino ai cinque principali tipi di clienti (in questo caso lamentosi :-) ) che si incontrano sui social media, fornendo alcuni consigli utili su come gestirli :)

1) Il mansueto: è il più facile da gestire, solitamente commenta su Facebook e Twitter quando è arrivato al limite di sopportazione ed è spesso in cerca rassicurazioni. Basterà scusarsi pubblicamente per farsì che il cliente diventi un vostro sostenitore.

2) L’aggressivo: è il cliente che si lamenta facilmente appena qualcosa non va. In ogni caso se riuscirete a risolvere il suo problema in modo esauriente e tempestivo, anche’esso diventerà un ottimo portavoce del vostro servizio di qualità. Non ama rispondere alle scuse e preferisce un contatto diretto con il brand (via mail o messaggio privato).

3) Lo spendaccione:  si aspetta il meglio in assoluto ed è disposto a pagare per questo. Si lamenta in maniera ragionevole ed è più interessato ad ottenere la soluzione al problema che la lamentala in sè. Ascoltatelo con calma, fategli molte domande per determinare e riuscire a risolvere il prima possibile il suo problema.

4) L’opportunista: è senza dubbio il tipo di cliente più irrazionale che potrete incontrare, il suo obiettivo non è tanto la lamentela quanto riuscire ad ottenere qualcosa che in realtà non gli spetterebbe. Ad ogni soluzione proposta non farà che rispondervi che non è abbastanza: armatevi di pazienza, e dati alla mano fategli capire che questo è il massimo che potete fare.

 5) Il lamentoso cronico: non è mai soddisfatto e per lui ci sarà sempre qualcosa che non va. L’unico scopo è piagnucolare ma ricordiamoci che è comunque un vostro cliente e non va messo da parte. Nonostante le sue continue lamentale che potrebbero minare (e non poco!!) la vostra pazienza, ricordate che è un buon cliente e tenderà a raccontare le vostre qualità non appena ne avrà l’occasione.

social-media-complainers

Vi è mai successo di gestire un caso simile? Se si, come avete gestito le sue lamentale?

Attendiamo i vostri commenti ;)

Mobile Marketing: strumenti e consigli per una strategia efficace

19 mar

Il Mobile Marketing è un nuovo termine con cui si identifica il marketing diretto ai dispositivi mobili come cellulari, smartphone, tablet e notebook (Fonte definizione Wikipedia).

Il Rapporto sul Mobile marketing & service dell’Osservatorio mobile marketing & service della School of management del Politecnico di Milano descrive uno scenario in evoluzione: sono infatti più di 20 milioni gli italiani che navigano in rete da mobile e si stima che gli utenti della telefonia mobile raggiungeranno un terzo entro aprile 2013 e il 50% entro la fine dell’anno stesso.

Una distesa di telefonini che immortalano l'evento del conclave 2013

Una distesa di telefonini che immortalano l’evento del conclave 2013

I dispositivi mobili (cellulari, smartphone, tablet, ecc.) sono lo strumento con il più alto tasso di diffusione tra la popolazione: il 97% degli italiani ne possiede uno, per un totale di quasi 50 milioni di dispositivi. Oltre ad essere il mezzo più personale per un utente, considerando che il 90% dei possessori non se ne separa mai e che dal 70% degli utenti è considerato indispensabile per le sue comunicazioni, è anche il medium più completo dato che in un unico dispositivo sono compresi fotocamere, navigatori, lettori musicali, Internet, email, social media, giochi, e chi più ne ha più ne metta.

Aggiungere il Mobile Marketing è quindi indispensabile per tutte le aziende ed i professionisti che vogliono fare della propria strategia integrata la chiave di successo: si avrà così la possibilità di raggiungere in maniera ancora più diretta nuovi potenziali clienti.

 Ecco alcuni strumenti da considerare per sviluppare una strategia di mobile marketing:

Strumenti di Mobile Marketing

Strumenti di Mobile Marketing

- Mobile Site: primo passo per una strategia di successo è quello di prevedere una versione mobile o mobile friendly ottimizzata per il vostro sito. La versione mobile dovrà essere diversa da quella che viene visualizzata da desktop: dovrà essere più leggero, fruibile, chiaro, senza pop-up, veloce nel caricamento, con immagini nitide e i testi ben leggibili pur mantenendo una continuità con lo stile grafico del vostro sito “desktop”.

Il sito di Alitalia su Tablet

Il sito di Alitalia su Tablet

- Mobile Search: Il 45% delle “mobile searches” sono effettuate dall’utente per avere un aiuto in un qualche tipo di scelta (Fonte Nielsen). Tre ricerche su quattro provocano azioni aggiuntive, ovvero ulteriori search (lo fa il 36% dei navigatori), visita a un sito web (25%), visita a un negozio (17%), acquisto (17%) o telefonata (7%). Chi cerca informazioni in rete è piuttosto rapido: la metà delle conversioni, ovvero le azioni conseguenti al search, avviene entro un’ora. Ecco quindi che diventa fondamentale un’attività SEO della versione mobile del nostro sito e, se il nostro budget ce lo consente, attività di Search Engine Marketing attraverso campagne Adwords mirate ai dispositivi mobile.

Google Mobile Search

Google Mobile Search

- SMS Marketing: uno tra i più diffusi strumenti di mobile marketing, permette l’invio di un messaggio di testo o con immagini (in questo caso si parla di MMS) ad un target ben definito. Tale strumento, oltre ad essere economico, risulta anche molto efficace in termini di risposta diretta: ideale per avvisare gli utenti su sconti e promozioni (meglio se inseriamo un codice da presentare in negozio per chi che riceve l’sms), per comunicare l’ apertura di un nuovo punto vendita, per invitare ad un evento o per offerte tramite call center (ricordiamoci sempre di dare il numero verde per massimizzare la click-to-call action). Ricordiamoci sempre di rivolgergi ad agenzie di comunicazione o ad operatori mobili in modo tale che il database sia in regola con la legge sulla privacy.

Esempio SMS Marketing

Esempio SMS Marketing

- Banner Mobile: si tratta di inserire piccoli banner grafici all’interno di siti per mobile. Si possono utilizzare network di editori che mettono a disposizione spazi pubblicitari nei loro portali oppure lo stesso network di Google. Questa tecnica però sta aprendo diversi dilemmi tra gli esperti di web marketing: oltre a non poter tracciare con precisione l’andamento delle performance spesso i banner sui telefonini sono visti dagli utenti come qualcosa di troppo invasivo e quindi un elemento di disturbo.

Esempio di Display Banner su Mobile

Esempio di Display Banner su Mobile

- QR Code: un Codice QR (Quick Read) è un codice a barre bidimensionale composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone (fonte definizione Wikipedia). I codici QR vengono utilizzati per attirare l’utente da un informazione offline ad una pagina web: spesso vengono usati sul packaging di un prodotto per invitarli a scoprire offerte promozioni o contest online, ad un evento per ottenere maggiori informazioni dal sito web, ad una fiera per scoprire contenuti interattivi, oppure per la realtà aumentata (vedi articolo). Importante quando si crea il proprio QR Code è identificare la corretta landing page che vogliamo venga visualizzata (ovviamente nella sua versione ottimizzata per il mobile).

QR Code OnOff Communication

 OnOff Communication QR Code

- Apps: il termine deriva da Applications ovvero applicazioni che possono essere incluse in cellulari di ultima generazione come l’iPhone o tablet. Da diverso tempo le piattaforme di Apple (AppStore) e Google sono diventate ricche vetrine dove poter scaricare, gratuitamente o meno, l’App che più ci piace. Oltre al costo a volte molto elevato (per fare un App seria servano bravi sviluppatori con capacità tecniche elevate) bisogna ricordare una fase importantissima e spesso tralasciata dai vari marketer: il posizionamento organico dell’applicazione nei vari store online!

Apps  Applicazioni mobile

Apps – Applicazioni per decives mobili

- Servizi LB: si tratta di Location Based Services ovvero di applicazioni che permettono di attivare servizi/ricerche in base alla Geolocalizzazione dell’utente. Paroloni grossi direte voi, ma si tratta per farvi un esempio di Google Maps, servizi come Foursquare, Yelp etc… Ecco quindi l’importante di aggiornare e ottimizzare la propria pagina su Google Places e Local, creare un profilo su Foursquare (vedi articolo) magari mettendo a disposizione degli utenti coupon, sconti etc…

Foursquare Special Offer

Foursquare Special Offer

Per maggiori informazioni sul mobile marketing:

o visitate il nostro sito web!

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